Diari Scozzesi #2

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Sarà l’istinto, sarà l’educazione, ma l’uomo tende a creare legami affettivi con i posti in cui vive. Questo processo viene da molto lontano, eravamo scimmie che abitavano le praterie africane ed ora progettiamo alberghi sottomarini e spediamo robot su Marte.

Anche io partecipo a questo processo, il mio sistema limbico lavora, sviluppa sinapsi e così, posti che mi erano una volta anonimi adesso possiedono un significato. La cabina del telefono rossa che sta di fronte a casa mia adesso è parte integrante di quelle connessioni nervose che chiamo ricordi.

COLORI

L’inverno è arrivato in Scozia. Porta con se le correnti del mare del nord, i venti freddi del polo e gli ultimi sbuffi della corrente calda del Messico. Questo melting-pot climatico crea un carnevale di eventi. Piove con il sole, le nuvole sono ad altezza uomo e in una settimana gli alberi secolari delle foreste scozzesi si son spogliati. Il vento rende difficoltoso il breve tratto di strada che separa casa mia dalla scuola dove lavoro. Devo comprarmi una sciarpa.

Io sono figlio della nebbia, pianura padana. Ora, approfitto di questo capoverso per sottolineare quanto sia differente stare in mezzo alla nebbia o ad una nuvola. Stare in mezzo ad una nuvola è essere partecipe di un cambiamento, di uno sviluppo, di una narrazione. La nebbia, la mia nebbia, è cosa statica, è assenza-presenza, è metafisica.

Le scuole private anglosassoni, per tradizione, usano fare delle raccolte di beneficenza. La mia scuola fa, ogni due anni, una marcia tra le colline attorno a Dollar. 17 miglia tra pecore e boschi d’abete. Tutti gli studenti, tutti i professori e tutti i dirigenti sono tenuti a partecipare. Un lungo serpente di duemila persone colorate a festa, che si muove rumorosamente in mezzo al niente.

Alla fine della marcia, sono state raccolte circa sessanta mila sterline. Tornando alle proprie case la sera, i dirigenti si complimentavano l’uno con l’altro di quanto bene avessero fatto pure quest’anno.

Nelle scuole anglosassoni, non so bene per quale ragione, ma è possibile fare dei precorsi per l’esercito. Capita così di far lezione a ragazzini con la cravatta con il simbolo della scuola (un vascello) e ad altri sbarbati in divisa mimetica ed anfibi. Questi passano il loro pomeriggio marciando e saltando copertoni, mentre gli altri fanno corsi di teatro o giocano a pallone. Quelli più grandi, possono addirittura sparare con un fucile. Qualche settimana fa c’è stata un’ispezione, i capi dell’esercito son venuti a controllare la divisione Dollar Academy. I miei studenti han passato un intero pomeriggio a lucidarsi gli anfibi.

Ho visitato il Loch Ness. Il lago del famoso mostro. Squadriglie di turisti pronti a fotografare ogni onda che il vento muoveva sul lago. Io il mostro l’ho visto. Nessuno c’ha creduto. Nessuno ci crede eppure la gente continua a visitare questo lago scuro stretto fra due montagne. Una turista americana che scrutava attenta l’orizzonte mi ha chiesto se avessi visto qualcosa, io le ho risposto di si, lei ha detto che non mi credeva, che era impossibile. Subito dopo ha ripreso il suo cannocchiale e si è rimessa su uno scoglio a cercar fortuna.

IMPRESSIONI

Sono stato a Londra a trovare delle care amiche che era tempo che non vedevo. Ho approfittato della vacanza per fare due passi nella City. Highgate cemetery è il cimitero nel quale è sepolto Carlo Marx. L’epigrafe posta in calce alla grande lapide di Marx recita: “I filosofi hanno solo interpretato il mondo in differenti modi, il punto è cambiarlo”. Mentre leggevo questa frase e riflettevo sul mio personale mestiere di vivere, un tizio vestito di pelle nera, con piercing su tutto il viso e truccato con del pesante mascara si è avvicinato, ha alzato il pugno e poi si è fatto fare una foto con l’ultimo Iphone uscito sul mercato.

A Londra ho visitato un museo che mi ha entusiasmato come erano tempi che non mi capitava. Il Grant Museum of Zoology è una ricchissima collezione di animali sotto nafta. Circa 30000 esemplari di animali esotici e comuni, conservati in barattoli di marmellata. Uno dei simboli del museo è una giara piena di talpe. Morte. Ci sono serpenti e ragni, scimmie e pesci. Una stanza è riservata ad una bellissima collezione di batteri e microscopici animaletti, messi accuratamente sotto piastrine di vetro. L’impressione è quella di un meraviglioso quadro post-moderno. Il museo è gratuito, ma per contribuire alla conservazione del museo, si può adottare per pochi pound uno dei barattoli, e garantirne il mantenimento. Io ho fieramente adottato il cervello di un Orangotango.

Come avevo scritto nella puntata precedente, il mio amico Mr Green ha vissuto gli ultimi due anni della sua vita in Butan. Pochi giorni prima di rientrare in Inghilterra conobbe a Kathmandu un’americana. Passarono insieme quei pochi giorni che gli restavano. Poi si salutarono, credendo fosse per sempre. Ashley, la ragazza americana, annoiata della sua vita californiana ha deciso di prendere la sua valigia e trasferirsi qui in Scozia, a vivere con un ragazzo che aveva conosciuto solo per tre giorni tre. Ora ha trovato un lavoro, insegna yoga, e pare siano molto felici.

La scuola dove lavoro è una scuola privata per ricchi. Tutto te lo ricorda. Quando al termine delle lezioni vado a piedi al campo di calcio dove alleno qualche alunno, mi capita di passare accanto alla scuola pubblica. L’edifico è fatiscente, le divise dei bambini raffazzonate e le macchine parcheggiate molto simili alla mia Panda che l’anno prossimo diventa macchina storica. Ecco, mentre loro guardano me che guardo loro, l’imbarazzo mi coglie per quello che sono e quello che pretendo d’essere.

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